DONNA MODELLO 1999


Quando le chiedono come è nata la sua passione per l’astronomia, Margherita Hack, grande astrofisica e una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana, arriccia il naso. La parola “passione” le fa venire in mente un fuoco di paglia condannato a spegnersi subito, e del resto confessa che – nonostante sia nata vicino Via Centostelle e pochi anni dopo la sua famiglia si sia trasferita vicino all’Osservatorio di Arcetri – non si è mai sentita predestinata a diventare astronoma. Durante il liceo e i primi anni all’università più che nello studio s’impegnava nello sport, tanto che vinse i Littoriali nazionali di salto in alto. A partire però dalla scelta, quasi casuale, della tesi in astronomia, Margherita Hack si è gettata con tutta l’anima nella ricerca scientifica, nell’insegnamento e nell’organizzazione, soprattutto in veste di direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste. Contrariamente a quanto accade a molti astronomi, lo sguardo rivolto alle stelle non ha impedito alla Hack di rimanere saldamente attaccata alla realtà e alla storia del nostro tempo, di cui è un’attenta osservatrice. Per questo la sua autobiografia è qualcosa di più del racconto di una vita ricca e piena e della formazione umana e culturale di una grande scienziata: è un emozionante viaggio nell’Universo, attraverso le ricerche dell’autrice e le principali scoperte dell’astrofisica degli ultimi decenni; è la testimonianza di una partecipazione civile alle vicende della società italiana; è una difesa, tenace e questa sì appassionata, del metodo scientifico contro le tante forme di superstizione e irrazionalismo che fioriscono in questa fine di millennio.  
Margherita Hack, nata a Firenze nel 1922 si è laureata in fisica nel 1945, all’Università di Firenze, su un argomento di astrofisica stellare. E’ ordinario di astronomia dell’Università di Trieste dal 1964; ha diretto l’Osservatorio astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale. Dal 1985 al 1990 ha diretto il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste, ed è attualmente direttore del Centro Interuniversitario regionale per l’Astrofisica e la Cosmologia e dal 1996 dirige il Dipartimento di Astronomia. Dal 1998 è professore emerito dell’Università di Trieste.
     E’ socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Europa per le Scienze, Lettere e Arti, membro della Royal Astronomical society, della European Society of Phisics, della Società Italiana di Fisica, dell’Institute for Advanced Study di Princeton, New Jersey, dell’Unione Astronomica Internazionale. E’ stata ricercatore visitatore presso l’Università di Berkeley California, presso l’Institute for Advanced Study di Princeton, New Jersey, l’Institut d’Astrophisique di Parigi, gli Osservatori di Utrecht e di Groningen in Olanda, professore visitatore presso l’Università di Ankara e di Città del Messico. Ha lavorato presso numerosi altri osservatori americani ed europei. 
     Si è occupata di vari campi dell’astrofisica, in particolare dello studio delle stelle con caratteristiche particolari e del loro stadio evolutivo. E stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro del’ESA e della NASA. Ha fatto promozione in Italia per la ricerca da satelliti per l’ultravioletto, organizzando convegni e scuole, ed ottenendo che la comunità astronomica italiana si distinguesse nell’utilizzo dei vari satelliti OAO-2, Copernicus, TD-1 e infine IUE e HST.
     Ha pubblicato circa 250 lavori originali su riviste internazionali ed una quindicina di libri, sia di livello universitario sia di divulgazione. Gli ultimi suoi libri sono: “L’Universo alle soglie del 2000. Dalle particelle alle galassie” pubblicato da Rizzoli nel 1992 e Alla scoperta del sistema solare (con A. Braccasi e G. Caparra) pubblicato da Mondatori nel 1993, che ha avuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica nel 1995. Nel 1998 ha pubblicato un’autobiografia edita da Rizzoli: “L’amica delle stelle”.
     Ha contribuito alla fondazione e diretto il periodico, l’Astronomia.